100% MONOCULTIVAR TAGGIASCA
Prodotto interamente ITALIANO e LIGURE.
Azienda agricola certificata D.O.P. RIVIERA LIGURE - RIVIERA DEI FIORI

CONSERVARE I PRODOTTI IN LUOGO FRESCO E ASCIUTTO, LONTANO DALLA LUCE E DA FONTI DI CALORE. NON DISPERDERE DOPO L’USO.
Per l'OLIO utilizziamo una bottiglia che messa a confronto con le altre si contraddistingue per la tonalità scura di verde e per il suo spessore di vetro maggiore.
Questo per garantire più protezione alle radiazioni UV dannose che possono interagire con l'alimento, alterandolo.
Dopo l'apertura mantenere le OLIVE in frigorifero e coperte dal proprio liquido di governo.

CULTIVAR TAGGIASCA
Varietà che da oltre mille anni offre la più raffinata e alta qualità olearia.
Cultivar rara e preziosa dall’aroma elegante dolce e fruttato.

La cultivar di olivo nota come “Taggiasca” è tipica della Liguria occidentale.
Cultivar” vuol dire “Cultivated variety” ovvero varietà di una pianta ottenuta mediante azione umana di selezione.
La Taggiasca è una delle centinaia di cultivar italiane, dove l’olivo di distingue per biodiversità. Però è propria di un’area ben delimitata. Il nome fa riferimento alla città di Taggia, non lontano da San Remo, è una forma dialettale che indica appartenenza o provenienza. È dunque specie di olivo presente in modo assoluto e totale in provincia di Imperia e in parte della provincia di Savona e compone a pieno titolo l’olio extravergine di oliva DOP Riviera Ligure sotto menzione Riviera dei Fiori e, almeno per metà, la sotto menzione Riviera del Ponente Savonese.
La selezione è avvenuta probabilmente durante il Medioevo, quando la richiesta di olio si fece pressante, sia per autoconsumo, che da parte genovese e persino toscana o nordeuropea. L’olio del resto non serviva solo per l’alimentazione.
L’operazione selettiva è legata ai maggiori proprietari di terre nel Ponente ligure e forse all’azione dei Cistercensi della stazione di Taggia (XII secolo). Una vicenda di cui si sa ancora molto poco. In ogni caso dal XV secolo in avanti si arrotolano i pendii liguri occidentali, terrazzando gli spazi con centinaia di migliaia di metri cubi di muri in pietra a secco.
Una tecnica che è considerata patrimonio immateriale dell’Umanità per l’Unesco.
La Taggiasca ci offre un’oliva piccola, ma molto produttiva in olio, è perfettamente adattata al clima locale. L’olio è fruttato e dolce, anche se non privo di carattere. E la Taggiasca è anche una straordinaria oliva da mensa, scrigno di sapore. Una ragione di vita per il Ponente ligure.

La vicenda LOLIODEIPARILLA è molto particolare.
Il nome Parilla è famoso per la produzione di motocicli iniziata nel 1946. Una serie di splendidi modelli che oggi sono vero oggetto di culto. Il tutto riferito al fondatore Giovanni Parrilla (con due "r" ). Il nome ridotto ad una sola "r" rendeva la pronuncia più morbida e oggi diventa un brand che entra nella grande famiglia dell'olio DOP Riviera Ligure, menzione Riviera dei Fiori.
Gli oliveti di proprietà sono a Diano Borganzo, frazione di Diano San Pietro, in quel territorio che in età romana era noto come Lucus Borman, il bosco del dio Borman. L’area di Borganzo, nella valle del rio San Pietro, è vocatissima per l’oliveto.
LOLIODEIPARILLA proviene dai primi terrazzamenti che fregiano il cosiddetto "Gombo del Ponte". Il "Gombo" per i liguri occidentali è il frantoio. In questo caso frantoio ad acqua, uno dei vari complessi che, a partire da 600 anni fa, sono stati costruiti lungo il corso d’acqua per produrre olio. In particolare il "Gombo del Ponte" si trova in posizione strategica nei pressi di un ponte di età medioevale sempre ricostruito. E’ nota la fase edilizia del 1729 e del 1849, mentre il nuovo passaggio che doppia quello antico (in fase di espansione dell’olivicoltura) è stato costruito tra il 1903 e il 1905.
Lungimirante dunque, la visione dei Parilla, come storia insegna, per il recupero dell’antico sistema di frantoio, costituito da più vasche di molitura, presse e ancora vasche per la lavatura delle sanse. Il frantoio storico è il caposaldo di un terreno olivato che, recuperato, è anche presidio territoriale.
E la produzione, in un moderno impianto a ciclo continuo di olio DOP Riviera Ligure è una logica conseguenza.

(Si Ringrazia per i testi Alessandro Giacobbe)